BASTA PERSECUZIONE! BASTA CANI ANTIDROGA! (Comunicato)

  • April 1, 2026 11:05

Viviamo in un periodo di guerre, gli scenari di conflitto non si contano: Iran, Palestina, Ucraina, Sudan per citarne solo alcuni. In Italia, come in buona parte dei paesi del mondo, si combatte un’altra guerra, che fa anche vittime ma di cui nessuno parla: la “guerra alla droga”. Lo stato italiano e i suoi organi repressivi, dall’istituzione delle prime leggi proibizioniste durante il fascismo, portano avanti una vera e propria guerra contro i consumatori di sostanze. I controlli antidroga sono onnipresenti, dai test sul luogo di lavoro a quelli per la patente di guida, dai controlli nelle stazioni ai rastrellamenti nelle vie cittadine. Tutto questo produce arresti, ritiro delle patenti e licenziamenti. Il 40% dei detenuti sono in carcere per crimini connessi alle sostanze illegali e di questi la stragrande maggioranza è per cannabis, sostanza che non hai mai ucciso nessuno ma anzi usata per le cure mediche di svariate patologie. Innumerevoli sono i casi di abusi commessi dalle forze dell’ordine anche sui semplici consumatori. Il caso di Stefano Cucchi (morto nel 2009 in seguito a un pestaggio eseguito dalle forze dell’ordine) è uno dei pochi che ha avuto l’onore della cronaca ma di casi molto simili purtroppo ce ne sono moltissimi. Centinaia di casi sono stati silenziati dai mass-media, insabbiati dalle istituzioni e snobbati anche da molti movimenti politici, in quanto “quando muore un drogato o una spacciatore nessuno ne sente la mancanza”.  Questa visione disumanizzata del consumatore di sostanze purtroppo è molto comune, non solo tra le forze di governo; lo stigma e il pregiudizio servono a giustificare una repressione totalmente insensata che si accanisce contro i piccoli consumatori senza intaccare minimamente gli interessi delle narco-mafie che ormai hanno legami indissolubili con gli ambienti politico-istituzionali. A testimonianza di ciò i fatti di cronaca: i vari casi di appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti in traffico di sostanze o i rapporti decennali di alcune formazioni politiche con le mafie di casa nostra (sin dagli anni ‘70 i legami tra l’ndrangheta e l’MSI, oggi Fratelli d’Italia). l’Italia, a detta dell’Europol, è diventata in questi anni la principale via di rifornimento per la cocaina che arriva in Europa dal Sudamerica scalzando i grandi porti del nord. Questo traffico, che rappresenta una grossa fetta del Pil italiano, ha reso l’ndrangheta l’organizzazione criminale più ricca del mondo. Come antiproibizionisti siamo contrari alla criminalizzazione dell’uso consapevole di qualsiasi sostanza ma non possiamo che constatare come la repressione si accanisca particolarmente sui consumatori di cannabis visto che circa l’80% dei sequestri di sostanze illegali è rappresentato da hashish e marihuana. Ultimamente pattuglie dotate di cani antidroga rastrellano ripetutamente il centro città trovando solo qualche spinello, essendo la cannabis la sostanza più facilmente riconoscibile dai cani, specialmente all’aperto (è anche la prima sostanza usata nell’addestramento). Si capisce che la tanto decantata “guerra alla droga” si rivela una buffonata… ma allora perché questa insensata persecuzione? Gli obbiettivi del sistema sono sempre i soliti: controllo sociale e repressione delle devianze, quindi quale migliore scusa dei controlli antidroga per vessare i giovani? Soprattutto quelli che si vestono o agiscono in maniera non conforme o magari fanno politica dal basso?

NO ALLO STATO E ALLE SUE NARCO-MAFIE! AUTOPRODUZIONE UNICA SOLUZIONE!

Osservatorio Antiproibizionista

(Ci troviamo tutti i martedì dalle 18.30 al circolo anarchico di Vicolo del Tidi). https://osservatorioantipro.noblogs.org